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Una marionetta vietnamita

Al Museo Pasqualino la rassegna dedicata al teatro dei Pupi siciliano. Quest'anno dedicata ad antiche rappresentazioni orientali: dalle marionette vietnamite alle ombre balinesi. Una marionetta vietnamita con visto per il Vietnam. Le più attese sono le “marionette danzanti nell’acqua” di origine vietnamita. Lo spettacolo, in programma venerdì 17 novembre alle 21 (con repliche il 18 e il 19 pomeriggio) al Country Club di Palermo, a Mondello, è unico al mondo. Sul prato intorno alla piscina del famoso circolo, il Vietnam National Puppetry Theatre presenta una selezione del suo incredibile repertorio: 200 scene tradizionali eseguite con le marionette acquatiche, una tecnica risalente al XII secolo che sfrutta l’acqua per animare i burattini.

Lo spettacolo è uno dei più importanti del Festival di Morgana. Rassegna di Opera dei Pupi e pratiche teatrali tradizionali, in corso fino al 10 dicembre a Palermo. L’edizione di quest’anno, la XXXI, è dedicata all’Asia: un’occasione per conoscere antiche forme teatrali provenienti dall’India, dal Vietnam, dall’Indonesia, dalla Birmania.

Il festival è organizzato dal Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino, da trent’anni impegnato nella tutela del teatro dell’opera dei pupi. Il museo conserva, in un palazzo liberty dietro piazza Marina, 3500 pezzi provenienti da tutto il mondo, oltre a ricche collezioni di Pupi palermitani, catanesi e napoletani e a una ricca biblioteca di volumi sul teatro di figura e copioni manoscritti appartenuti a famosi pupari. 

Maschera birmana
Il museo Pasqualino, che ospita la rassegna, giovedì 1° dicembre alle 21 (con repliche il 2 e 3 pomeriggio) vede in scena un altro spettacolo molto atteso: il Yoke Thai Thabin della compagnia di teatro di marionette Myanmar Grand Royal Puppet, che arriva per la prima volta in Italia dall’ex Birmania. Sul palco, per aggiungere pathos alla narrazione, c’è una straordinaria orchestra composta tamburi, gong e altri strumenti tipici. La musica è fondamentale in questa rappresentazione, che racconta in due atti il mito della creazione e della distruzione del mondo e alcuni episodi delle 550 vite del Buddha.

Il teatro balinese delle ombre. Il weekend successivo, l’8, 9 e 10 dicembre, è la volta del teatro balinese delle ombre, in origine una rappresentazione sciamanica in cui venivano evocati gli antenati sotto forma di ombre. La compagnia Wayang Kukit chiude così il festival con le sue celebri marionette di cuoio che si muovono dietro una tela illuminata. Giovedì 16 alle 21 (con repliche il 23 e il 30 novembre), il teatro delle ombre accompagna anche l’iracheno Yousif Latif Jaralla, che narra i miti della vita, della morte e dell’immortalità secondo la tradizione mesopotamica, con sottofondo di contrabbasso.

Gli appuntamenti con il teatro di Pupi siciliano sono il 15, 21, 22, 28, 29 novembre, il 5 e 6 dicembre con la compagnia Carlo Magno di Palermo e il 24, 25 e 26 novembre con la Marionettistica Fratelli Napoli di Catania. I Pupi, di tradizione palermitana e catanese, differiscono dalle altre marionette per la meccanica, l’organizzazione della scena e il tipo di recitazione, mentre i soggetti derivano dalla letteratura epico-cavalleresca. Per la sua rilevanza, il teatro dell’Opera dei Pupi siciliano è stato dichiarato dall’Unesco nel 2001 patrimonio dell’umanità. Dove, il mensile di viaggi, cultura, stili di vita.

Fonte: getvietnamvisa.com

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